Tecnologia e Covid-19

Uno dei settori più importanti per gli investitori finanziari è quello tecnologico.

La capitalizzazione di questo settore è pari a 18 trilioni di dollari (18.000 miliardi di dollari), il settore più importante al mondo. Le prime 10 aziende al mondo contano 8 trilioni di dollari di capitalizzazione.

Sono numeri che fatichiamo a comprendere.

Cosa è accaduto a questo settore in questi ultimi mesi caratterizzati dalla pandemia?

C’è ancora spazio per la crescita e quindi potrebbe essere conveniente essere presenti in questo settore?

Che pericolo può rappresentare un investimento in questo settore?

Ci sono condizioni simili a quelle della bolla Hi Tech del 2000?

Proverò a rispondere a questi quesiti, ovviamente in maniera sintetica.

Due settori economici hanno beneficiato in maniera significativa del lockdown: quello tecnologico e quello alimentare. E’ fattuale che rimanendo forzatamente tra le mura domestiche si sia sostituita la normale socializzazione con un utilizzo dei collegamenti da remoto così come sia aumentato il consumo di generi alimentari. Analizzando in quest’articolo specificatamente il primo settore dei due nominati vediamo rappresentata in questo grafico la curva di tre comportamenti impattanti sul tale ramo di attività ovvero: lavoro da remoto, educazione, consegna a domicilio (i dati si riferiscono alle prime due settimane di marzo e all’installazione di nuove app).

Non è solo l’installazione di nuove app un benchmark di riferimento; si pensi all’utilizzo di piattaforme per riunioni di lavoro da remoto o per la semplice video conversazione tra famiglie o amici (Zoom, Teams, GoToMeeting, Meet, ecc.), utilizzo effettuato in maniera massiccia da privati come da operatori economici.

Questo ha comportato un adeguamento dell’hardware a supporto, ad un aumento dei consumi di energia ed andrà a modificare sicuramente i nostri comportamenti futuri portando ad un’accelerazione della crescita del settore.

Nello stesso comparto, tuttavia, si sono venute a creare delle differenze tra rami di attività.

Per rispondere alla seconda domanda (C’è ancora spazio per la crescita e quindi potrebbe essere conveniente essere presenti in questo settore?) è necessario fare una premessa e cioè parlare del ciclo di vita di un prodotto che è un elemento di analisi di qualsiasi settore merceologico e di qualsiasi azienda avveduta. Il ciclo di vita prevede in ogni caso 3 fasi: un periodo iniziale di alta crescita legato al lancio del prodotto, un secondo periodo di crescita e di affermazione del prodotto sul mercato di riferimento, una terza ed ultima fase (maturità del prodotto) nella quale le vendite iniziano a diminuire per vari motivi (concorrenza endogena o esogena all’azienda, mutamento delle abitudini dei consumatori, ecc.).

Se andiamo a sovrapporre alla curva del ciclo di vita del prodotto presa dalla letteratura ad una ipotetica del comparto tecnologico vediamo come i vari sotto settori si posizionino in punti diversi di tale curva:

Risulta evidente come la tecnologia legata al 5G sia all’inizio della curva (1^fase) mentre quella legata agli smartphone sia nella parte alta della curva (3^ fase). Non sto dicendo che gli smartphone scompariranno ma, come ogni prodotto arrivato nella parte alta della curva, dovranno attraversare una fase di innovazione se vorranno tornare nella prima parte della curva e riprendere il ciclo; chi più di altri prevede una continua innovazione del prodotto se non il comparto tecnologico?

La risposta quindi è: si. C’è spazio per la crescita del settore e quindi per ottenere, nel ruolo di investitori, delle buone performance. Ci sono tuttavia delle condizioni che devono essere rispettate: investire in un fondo attivo e che sia di ottima qualità. Per questi due concetti vi rimando ad un prossimo articolo; concetti che offrono anche la risposta alla terza domanda (Che pericolo può rappresentare un investimento in questo settore? ).

Molti mi hanno detto: il settore tecnologico mi spaventa perchè nel 2000 lo scoppio della bolla speculativa ha creato grossi danni e quindi non mi fido ad investire nuovamente in questo comparto.

Oltre a riprendere il concetto, più sopra espresso, relativo alle mutazioni veloci dei prodotti tecnologici che, anzi, anticipano spesso, i cambiamenti comportamentali delle persone, è importante sottolineare come le aziende che sono dei punti di riferimento del settore siano anch’esse cambiate degli anni. Intendo dire che le aziende leader nel 1980 non sono le stesse del 2000 e queste ultime non sono le stesse del 2018 andando a definire delle ere tecnologiche.

La situazione è radicalmente mutata dal 2000, non si può fare un confronto e, ancor più, si incorrerebbe in un errore grossolano.

In quest’ottica dobbiamo riprendere il vecchio adagio “guardare al passato per comprendere meglio il futuro“.

Ricordiamoci che tecnologia oggi è sinonimo di: intelligenza artificiale, veicoli elettrici, robotica, nanotecnologia medicale, domotica, cloud computing, ecc..

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