Dove si trova il valore nei mercati?

Nel precedente articolo ho esposto, parlando dell’andamento dei mercati di questo 2025 che sta per concludersi, il trend da inizio anno dei principali indici mondiali.

La tabella evidenziava come fossero tutti ampiamente positivi.

Qualcuno si potrà domandare perché ho preso a riferimento solo indici azionari e non di altri asset. La spiegazione è molto semplice: sono convinto, da sempre, che il valore stia nelle aziende, nelle attività, nella crescita e non nel debito (obbligazioni) ne tantomeno negli asset monetari. Questi ultimi hanno sicuramente funzioni di stabilizzazione dei portafogli, di riduzione della volatilità, di soddisfazione di esigenze legate ad orizzonti temporali di breve periodo, tuttavia, se cerchiamo i rendimenti e se abbiamo la possibilità di investire con un orizzonte temporale di almeno 5/7 anni solo i mercati azionari sono in grado di offrire rendimenti che consentano di mantenere il potere di acquisto (vedi il mio precedente articolo “Il costo della prudenza”) e anche di ottenere una rivalutazione soddisfacente del capitale.

La prova? Prendiamo ad esempio l’indice MSCI World. Rappresenta 1500 aziende a larga e media capitalizzazione nel mondo (con una buona rappresentanza di finanza, tecnologia e sanità): dal dicembre 2004, quindi in 20 anni, ha triplicato il proprio valore!

L’obiezione possibile a quanto appena detto potrebbe essere:”Per forza le sette sorelle hanno trainato la crescita con performance stratosferiche!”.. Vogliamo allora prendere in esame solo le small cap (ovvero quelle aziende considerate di piccola capitalizzazione negli USA) estromettendo in questo modo le big tech? Il benchmark per le small cap (americane) è l‘indice Russel 2000. Ebbene, anche quest’ultimo ha triplicato il proprio valore negli ultimi 20 anni!

Adesso fate un esercizio mnemonico: chi di voi ha, o conosce a sua volta chi possiede, un investimento, piccolo o grande che sia, effettuato nel 2004? Sono convinto che molti di voi hanno iniziato a mettere da parte qualcosa a quella data. Se aveste investito 20.000 euro nel dicembre 2004 ora ne avreste oltre 60.000!!! Se ne aveste investito 100.000 ne avreste ora 300.000!

Ancora: se aveste iniziato un PAC (Piano di Accumulo Capitale) con un versamento mensile di 200 euro (alla portata di molti) e calcolassimo come rendimento la media del rendimento di uno degli indici più sopra evidenziati iniziando sempre a dicembre 2004 ora avreste in conto 150.000 euro!!! A fronte di versamenti per 48.000.

Questo è il valore del mercato!

La sintesi è: con un orizzonte temporale adeguato (almeno 5/7 anni) se siamo alla ricerca di rendimenti l’unica soluzione è il mercato azionario.

Fatevi consigliare dal vostro consulente di fiducia!

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