Il giusto tempo di cottura

Come quasi sempre accade, e di esperienza in tal senso vi assicuro che ne ho molta avendo ricoperto diversi ruoli in vari istituti di credito e svolto la mia professione in più realtà, partecipando alle Convention aziendali si ha l’occasione di incontrare professionisti di diverse estrazioni che portano il loro contributo professionale al fine di testimoniare la loro esperienza lavorativa e, soprattutto, condividere la loro visione, il loro metodo e la loro spinta all’innovazione. Comprendere la strada per il successo percorsa da professionisti in altri ambiti, nel mio caso rispetto a quello del mondo bancario e della finanza, è sempre un’occasione di crescita personale.

Dopo aver incontrato scrittori, allenatori, sportivi professionisti, astronauti, imprenditori, qualche giorno fa ho incontrato uno Chef; giovane, famoso e di rilievo nel mondo della cucina “quotata”.

Dall’interessante parallelismo che ha condotto tra il ruolo dello chef e quello del consulente finanziario (potrebbe non sembrare ma vi assicuro che molti sono gli aspetti che si somigliano) un elemento mi ha colpito tanto da ritenerne importante la condivisione e svolgere una riflessione. Parliamo del giusto tempo di cottura.

In sostanza ha detto: “Io non conosco ovviamente il vostro lavoro ma immagino che la costruzione di un portafoglio sia come preparare un buon dolce: bisogna individuare i gusti del cliente, ci vogliono gli ingredienti adeguati, di qualità, le dosi corrette e, per raggiungere il risultato, risulta fondamentale il giusto tempo di cottura“.

Ancora: “Se, per ottenere un buon dolce, sono necessari 80 minuti posso svolgere al meglio la fase di preparazione, ma nel momento in cui estraggo il dolce dal forno dopo 30 minuti non avrò raggiunto il risultato, o meglio, sarà pessimo“.

Lo Chef ha ragione.

Spesso i clienti disattendono la ricetta proposta dal Consulente Finanziario. Si decide assieme al cliente l’obiettivo (un target d’investimento), si decidono assieme gli ingredienti (gli strumenti più appropriati per raggiungere l’obiettivo), ci si accorda sui tempi di cottura (orizzonte temporale espresso in mesi o anni) e poi, presi dall’emotività si apre il forno ogni due minuti per vedere come va la cottura o addirittura, presi dalla paura che si bruci (momenti di crisi) si estrae il dolce dal forno; risultato? Il dolce sarà crudo (l’investimento non avrà raggiunto l’obiettivo previsto).

La morale?

Come nel caso di una cena preso un ristorante stellato non andate in cucina a vedere ogni due minuti quando esce dal forno il vostro dolce così al vostro consulente non chiedete ogni giorno come sta andando il vostro investimento. Se avete ritenuto di cenare presso quel ristorante… lasciate lavorare lo Chef, fidatevi.

Il vostro Consulente Finanziario

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